Nel nome del cuore

2003 Assisi, RAI UNO

…in una notte una delle più belle ASSISI Una esperienza “magica” quella fatta ad Assisi nel 2003. Andai a fare un sopralluogo dentro la Basilica Superiore, perchè il padre Custode, aveva deciso, dopo aver fatto il concerto di Natale, di fare una prima serata “Nel nome del cuore”. Per la prima volta si apriva la Basilica per una vera trasmissione televisiva. Decisione del pomeriggio: tempi strettissimi, l’indomani mattina avrei dovuto portare il progetto per farlo accettare dai frati. Ci lavorai tutta la notte, alloggiavo all’hotel San Francesco,proprio di fronte la splendida facciata della Basilica, con me i miei bravissimi collaboratori Roberto Tomasello e Gabriella Palazzo. Mi venne un’idea molto interessante e adeguata al luogo: la ricostruzione dei ponteggi con i quali all’epoca di Giotto si servivano per realizzare le opere pittoriche sugli alzati. Dovevo considerare che non potevo realizzare una scenografia, bensì una installazione, stavo all’interno di un luogo sacro e perdipiù al cospetto di affreschi e mosaici di Giotto e Cimabue!! Ai ponteggi costruiti in legno naturale, con giunture unite con corde di iuta o lacci di pelle, affiancammo pannelli in policarbonato trasparente con incisi ingranditi spartiti di musica del 500 che avevamo individuato durante una visita speciale nella preziosa biblioteca del convento, vedendo anche “il cantico dei cantici” in originale. Sul pavimento avevo individuato con incisioni di legni diversi, i segni della pianta originale della Chiesa. Quella tra tante è una delle scenografie a cui sono più affezionato e secondo me una delle più belle. Ideata e progettata in una notte, in quel posto di grandissima spiritualità e concentrazione.
ASSISI during one of the most beautiful nights ever. The Assisi experience, in 2003, was one of the most “magic” I ever had. In the afternoon I went to make am on-the-spot investigation inside the Basilica Superiore (the Superior Basilica), as the custodian priest decided, after the Christmas Concert, to broadcast one program of the show “Nel Nome del Cuore”, Raiuno. That was the first time the Basilica welcomed a real TV show. That afternoon, I already had to make decisions, since we had a really short time: the following morning I had to present the final project to Rai’s directors and also to friars. I worked all night in my hotel room in San Francesco Hotel; I could see the Basilica’s façade from my window and it gave me the inspiration. I was assisted by my extraordinary collaborators, Roberto Tomasello and Gabriella Palazzo. I had a very interesting idea, perfectly adequate to the place and the situation: to builtdscaffolds just like those used during Giotto’s time to paint on high levels. I couldn’t create a scenography but an installation, as I was inside a sacred place and, moreover, I was in front of Giotto’s and Cimabue’s frescos and mosaics! We used natural wood to built scaffolds (with jute ropes or leather straps joining parts) and transparent polycarbonate panels with 16th century sheet music carved on, that we saw during a special visit to the precious monastery’s library. It was also during that visit that I saw the original “Cantico dei Cantici” (Song of Songs). I also saw carvings on different parts of the woody floor that were signs of the original church’s plan. Among many, this- the scenography I’m most attached to- is one of the most beautiful of all, in my opinion; planned in one night, in a place of great spirituality and concentration.